#8 – Assassin’s Creed

Iniziato e finito nel giro di due giorni, per un totale di circa 12-15 ore, e perfezionando la tecnica dell'”affonda e scappa”. :D

Genere: Stealth Action-Adventure Game

Assassassin’s Creed (PC)

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“Animus meminisse horret”

“L’anima trema di terrore nel ricordare”

Mille anni la separano dal suo antenato e la società è rimasta altrettanto barbarica, altrettanto stupida. Il mondo ha bisogno di Ordine. La razza umana ha bisogno di una direzione, vuole sapere perchè è qui, che cosa dovrebbe fare. Noi glielo diremo, e tutto sarà migliore. (Warren Vidic)


Inizieremo il viaggio con una sessione di gioco all’apparenza difettosa, condita di commenti da due voci sconosciute che ci indicano di tentare il sincronismo (invano).

Al Mualim: Ho dedicato il mio cuore a conoscere la saggezza, la demenza e la follia… ho capito che anche questo era come rincorrere il vento. Perché tanta è la saggezza, tanta è la pena. E colui che accresce la conoscenza, accresce il dolore.

Ci risveglieremo in un laboratorio dove vestiamo i panni di Desmond, un ragazzo rapito dalle industrie Abstergo per accedere tramite l’Animus ai suoi ricordi. Più precisamente Warren Vidic e Lucy Stillman vogliono visionare un particolare ricordo dell’antenato di Desmond, Altaïr Ibn La-Ahad, tramite un macchinario di ultima generazione in grado di prendere le informazioni contenute nel DNA dell’individuo e proiettarle come visioni, l’Animus appunto.
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Poichè il ricordo desiderato risulterà bloccato, Desmond si vede costretto a ripercorrere le gesta e gli errori del suo antenato in sempre più lunghe sessioni all’interno dell’Animus.

Datemi i nomi e vi darò il sangue. (Altaïr)

Altair è un priore della setta degli Assassini nel 1191 in Terra Santa durante la III crociata. Il suo alto grado non gli impedisce di opporsi ai tre dogmi della sua setta e, con un gesto spregiudicato, metterne a rischio l’esistenza. Tornato a Masyaf viene declassato a novizio e il Maestro Al Mualim gli ordina di uccidere 9 uomini per potersi redimere. Percorrendo le città di Damasco, Acri e Gerusalemme, cerca informazioni su queste persone poichè dipinte come malvagi e corrotti individui. Ma saranno proprio le sue vittime a instillare il dubbio nella mente di Altair.

Abu’l: Cosa ha di diverso dal tuo lavoro? Tu prendi la vita di uomini e donne, forte nella convinzione che la loro morte migliorerà la sorte di coloro che rimangono, un male minore per un bene superiore, noi siamo simili.
Altaïr: No, non lo siamo affatto.
Abu’l: Ah, ma te lo leggo negli occhi… il dubbio.

Sono davvero loro i cospiratori e corruttori della Terra Santa? Coloro che manovrano i fili di questa guerra? La loro opera su questa terra è degna di una condanna a morte? Cosa sa Al Mualim? Perchè ce lo tiene nascosto? Più si crede di seguire la giusta via, più cresce il rimorso e la confusione.

Ciò che sei e ciò che fai sono strettamente legati tra loro. (Al Mualim)

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Le sessioni di gioco prevedono la raccolta di informazioni tramite il completamento di un minimo di 3 mini-missioni secondarie in ciascun distretto di Acri, Damasco e Gerusalemme. Nei panni di Altair si possono scalare i vertiginosi campanili, obelisci o tempi sacri consacrati a differenti religioni; utilizzare le armi degli Assassini quali lama nascosta, coltelli, spada o corpo a corpo. Ma la sua specialità è proprio il mimetismo: saper scappare tra la folla senza dare nell’occhio, trovare nascondigli e indugiarci finchè le guardie smettono di cercarlo, camuffarsi tra i monaci per passare punti di controllo.

Talal: Mendicanti, puttane, lebbrosi… Ti paiono adeguati come schiavi? Sono inadatti persino ai compiti più umili. No… non li ho presi per venderli ma per salvarli, tu invece ci uccideresti soltanto perché ti è stato chiesto.

La varietà degli ambienti e delle popolazioni dà ancora più spessore alle città esplorate, e spesso ci fermeremo dall’alto del minareto di turno per ammirarne le affascinanti costruzioni e la vita quotidiana proprio sotto i nostri piedi. Prima di un tuffo nel vuoto.

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Fortunatamente c’è sempre un fienile morbido in cui gettarsi, tanto che a volte ci si butta a occhi chiusi sperando sia ancora lì. Nel corso del gioco  si acquisisce padronanza con diverse tecniche da utilizzare in combattimento, come il contrattacco o il colpo letale, che permettono di semplificare notevolmente gli scontri e poter vincere da solo contro 15-20 soldati unicamente giostrando bene la tempistica dei click sul mouse. Altair può anche afferrare e gettare dai tetti i propri nemici o incutere terrore nei rimanenti facendoli scappare.

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In modalità stealth invece si può utilizzare la lama nascosta per prendere di spalle la guardia, oppure durante una corsa acrobatica sui tetti scagliarsi con prepotenza sul nemico affondandogliela nella gola. A distanza i coltelli saranno molto utili per evitare che venga lanciato l’allarme con conseguente inseguimento.

Altaïr: Voi non credete?
Sibrando: Come potrei considerato ciò che so, cio che ho visto? Il nostro tesoro era la prova.
Altaïr: La prova di cosa?
Sibrando: Che questa vita è l’unica che abbiamo.

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Maniacale  la ricerca di perfezione in tutti gli elementi, dai vestiti, alle armi fino ad arrivare agli arredamenti dei balconi. I personaggi sono dettagliatissimi, sia sotto il profilo estetico che sotto il profilo della personalità, dando spessore alla storia e incuriosendo lo spettatore.

Sibrando: Ho eseguito gli ordini, credendo nella mia causa, come te.

I percorsi fruibili nelle città sono infiniti, permettendo un’enorme varietà di azione, esplorazioni e fughe. Le inquadrature interattive fanno risaltare i momenti salienti lungo il suo viaggio, rendendo scenografici i discorsi e ogni uccisione.
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Un indicatore segnala il nostro stato, dal bianco dell’anonimo al rosso del “pienamente visibile agli inseguitori”. La barra di sincronia invece anzichè indicare la vita segna il sincronismo tra l’Animus e il ricordo in questione, che aumenta seguendo il Credo dell’Assassino. Per raggiungere le città è possibile attraversare il regno in groppa ad un cavallo, animato egregiamente come tutto il resto del gioco.

Jubair Al-Hakim: Sono forse diverso dai preziosi tomi che cerchi di salvare? Una fonte di sapere dalla quale dissenti. Però sei stato lesto a togliermi la via.
Altaïr: Un piccolo sacrificio per il bene di molti. E’ necessario
Jubair Al-Hakim: Non sono le antiche scritture a ispirare i crociati? A legittimare il senso di furia di Salah al-Din e dei suoi uomini? I loro testi mettono altri in pericolo, sono causa di morte. Anch’io, stavo compiendo un piccolo sacrificio. Poco importa ormai. Il tuo compito è finito. E così anch’io.

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La differenza tra basso profilo e alto profilo sul controller permette di compiere azioni che non destano sospetti nelle guardie e che aumentano il mimetismo tra la folla, oppure di effettuare corse acrobatiche su tetti e travi lanciandosi su appigli e sporgenze o scostando la gente a spallate.

La tua domanda avrà risposta quando non avrai più bisogno di chiedere. (Al Mualim)

Lo sviluppo psicologico del personaggio, che cammina di pari passo con l’avanzare delle missioni, lo porta alla saggezza, separandosi nettamente dallo scontroso e orgoglioso Altair dell’inizio del gioco. Il giudizio, la cautela e la conoscenza lo rendono un uomo totalmente diverso, accrescendo anche il giocatore.

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Idilliaci i dialoghi tra i personaggi incontrati e Altair, soprattuto quando si ritrovano nel corridoio della memoria dove Altair confronta il proprio credo con quello delle sue vittime. Sonoro ampio e curato che spazia dalle musiche maestose e ritmate ai suoni d’ambiente, il vociare della folla, le aquile in volo, l’impennata dei cavalli. Doppiaggio ottimo che dona carisma ai personaggi principali, con la scelta di lasciare alcune voci in altre lingue per marcare la multi-etnicità dell’opera. (Ho adorato la voce di Altair.)

Non mi troveranno. Sono una lama nella folla. (Altair)

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Piccoli difetti, insignificanti nella globalità dell’opera, sono riscontrabili nelle monotone missioni secondarie, sempre uguali per ogni bersaglio (borseggio, scorta, assassinio di arcieri, spionaggio, assassinio furtivo, raccolta di bandiere, distruzione di bancarelle), ma che non pregiudicano la pienezza poetica del gioco.

Nulla è reale, tutto è lecito. (Altaïr)

Un titolo che fa meditare sulla sottile differenza tra ciò che crediamo bene e ciò che è male. Trama originale, egregia caratterizzazione del luogo e dei personaggi, affascinante ambientazione, vastità d’azione, comparto tecnico eccelso. E fà riflettere… Assolutamente da non perdere!

Al Mualim: Qual è la verità?
Altaïr: Abbiamo fede in noi stessi. Vediamo il mondo per ciò che davvero è. Sperando che un giorno l’umanità possa vederlo come noi.
Al Mualim: Cos’è il mondo allora?
Altaïr: Un’illusione. Alla quale sottomettersi, come fanno molti, o da trascendere.
Al Mualim: Che significa trascendere?
Altaïr: Riconoscere che “Niente è Reale e Tutto è Lecito”. E le leggi non vengono dalla divinità, ma dalla ragione. Ora capisco che il nostro credo non ci comanda di essere liberi: ci comanda di essere saggi.

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