#6bis – Messina, 4° Notte della Cultura 25/02/2012 [2/3]

Al Duomo la poca illuminazione nelle navate non ha permesso la riuscita delle foto, tranne quelle all’Organo Tamburini (secondo più grande d’Italia) in preparazione per il concerto.

La Galleria Vittorio Emanuele III ha allestito una mostra di pittura e avrebbe in serata ospitato ballerini di tango argentino.


Al Municipio (Palazzo Zanca in stile neoclassico) la calca di gente si era fiondata sul tavolo delle cibarie dove gli addetti tagliavano pane e versavano liquori.
Esposizione di Armi e armature rinascimentali, anche se di armature quest’anno nemmeno l’ombra, o non le ho viste io?


Le teche per l’esposizione erano terribili, tant’è che si vedono male le armi.

Arredamento e pittura presente all’interno del Palazzo


Panca intarsiata della Sala Giunta


Anche un angioletto dalla giusta angolazione sembra più perfido.

A sorpresa la mostra di Arte Fabbrile alla Provincia Regionale (Palazzo dei Leoni) è stata molto interessante.
Nel video estemporanea di forgiatura.

Alcuni lavori degli allievi dell’Accademia di Belle Arti

Costumi teatrali siciliani

Un lungo percorso storico-culturale sull’Arma che spazia da uniformi d’epoca a quadri recuperati, litografie e reperti archeologici.

La mostra fotografica “Cloris” di Mimmo Irrera ha toccato davvero, con i suoi contrasti forti e ricercati, riproponendo ambienti e monumenti messinesi in un’atmosfera surreale.

Spero di poter presto recuperare tutte le immagini delle foto esposte.

A seguire una capatina alla Chiesa del Carmine e all’Università degli Studi in Piazza Pugliatti per vedere le lettere di Giovanni Pascoli e la sua pergamena di laurea. In entrambe i casi la pessima illuminazione non ha reso giustizia ai luoghi.

Aperta anche la Chiesa di San Giuseppe totalmente ricostruita in un nuovo sito dopo il terremoto.


Statua lignea di San Giuseppe, in corso di restauro conservativo

La Chiesa di Santa Caterina di origini antichissime (era un tempio a Venere) anch’essa ricostruita per i diversi terremoti subiti.

Il pulpito proviene dalla distrutta chiesa di San Giovanni di Malta

Pregevoli paraste marmoree sopravvissute al terremoto.

La Chiesa Santa Maria Alemanna, praticamente demolita, è una chicca in stile gotico. Presente all’interno un’esposizione di riproduzioni delle opere di Antonello da Messina, mostre fotografiche e performance teatrali e musicali.

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